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25-09-2025

San Siro non si svende

di Leoncavallo SPA

Milano non è la cassaforte delle multinazionali del pallone e del mattone

San Siro non si svende

Inizierà oggi, in Consiglio comunale, il dibattito sulla vendita dello stadio di San Siro. Ancora una volta, l’amministrazione milanese piega la città agli interessi delle grandi imprese, regalando terreno e patrimonio pubblico stavolta alle due multinazionali del calcio, Milan e Inter.

Parlano di “valorizzazione”, ma si tratta dell’ennesima operazione di svendita: sconti milionari concessi a società private già strapiene di capitali e debiti ripuliti sulla pelle di tutt*. Mentre i bilanci comunali arrancano e i quartieri popolari cadono a pezzi, si preferisce favorire il business dei colossi dello sport-spettacolo, invece che rispondere ai bisogni reali della città. Milan ed Inter comprerebbero San Siro, per poi abbatterlo per costruire un nuovo stadio ed un vero e proprio quartiere legato al business dello sport, per soli 197 milioni di euro ed è prevista una deduzione fino a 22 milioni per le bonifiche dell’area e per la rimozione del cosiddetto “tunnel Patroclo”.

Con le cifre in gioco, il Comune potrebbe ristrutturare interi complessi di case popolari (oltre 500), mettere in sicurezza scuole, aprire nuove biblioteche di quartiere, riqualificare le piscine pubbliche e garantire spazi sociali e sportivi accessibili a tutt*.

Invece si continua a scegliere la strada dei favori alle multinazionali, che trasformano lo spazio urbano in merce e profitto e al Leoncavallo viene, invece, "proposto" di partecipare ad un bando con spese milionarie per fare, in primis, ciò che dovrebbe fare il comune bonificare un suo spazio da amianto e materiale inquinante: una evidente sproporzione di cifre, metodo e contenuto.

Milano non ha bisogno di un altra area adibita a centro commerciale, ma di spazi comuni, gratuiti e inclusivi. San Siro è patrimonio collettivo e non può diventare l’ennesimo affare privato.

Cosa succederà a San Siro con l'avvio del lavori? Cosa succederà alla sua parte popolare? Al Centro Sociale Cantiere che già ora è sotto attacco. Con la scusa della riqualificazione è da anni che vendiamo espulsione di cittadinanza e sgomberi. Il limite è colmo.

Lunedì 29 settembre anche noi saremo sotto Palazzo Marino, dalle 15.00, per dire no alla svendita di San Siro e no alla città consegnata agli interessi dei pochi.

Milano non è in vendita!