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04-11-2025

Il Witchtek e la repressione dei governanti

di Leoncavallo SPA

Le leggi anti-rave e il pacchetto sicurezza devono essere cancellati, così come la direttiva Piantedosi

Il Witchtek e la repressione dei governanti

Sgomento e rabbia. Di fronte a guerra, povertà e violenza, lo Stato italiano continua a trattare chi partecipa a un free party come un nemico interno. Tre anni fa il governo Meloni, appena insediato, inaugurava la propria stagione repressiva spettacolarizzando un rave, costruendo un’emergenza di sicurezza e varando il cosiddetto decreto anti-rave: l’anticamera della direttiva Piantedosi e del successivo pacchetto sicurezza.

Tre anni dopo, a Campogalliano, 5.000 persone hanno scelto di riappropriarsi di uno spazio per una festa libera. La risposta? Violenza, persone ferite e spaventate, 2.805 identificati, 9 arrestati, 576 veicoli perquisiti. Sequestrati impianti audio, diffusori, materiale tecnico, un furgone, un camper, due auto, persino un coltello. È follia che si possa finire in carcere per aver partecipato o organizzato una festa; è follia criminalizzare chi apre spazi di libertà mentre ogni giorno la violenza economica e politica chiude piazze, parchi, locali, centri sociali.

Ordine, disciplina e decoro vengono imposti per riprodurre una società silente, asettica, docile, resiliente. Noi non ci stiamo.

Chiediamo l’immediata scarcerazione delle nove persone colpite da questa repressione assurda e esprimiamo solidarietà a chiunque sia stato identificato e violentemente colpito. Non abbiamo dubbi: il rave di Campogalliano è stato un atto politico di riappropriazione di spazi e libertà. Una festa che ha scelto di marcare la propria vicinanza alla popolazione palestinese e di rifiutare proibizionismo, mercificazione della musica e normalizzazione delle pratiche sociali.

Raver, ultras, muralisti, artistə di strada, comunità autogestite: da sempre nel mirino perché vivono e costruiscono conflitto contro l’ordine normativo del capitale, proprio come chi sceglie la militanza politica contro questo sistema.

Le leggi anti-rave e il pacchetto sicurezza devono essere cancellati, così come la direttiva Piantedosi. Al loro posto servono politiche di valorizzazione degli spazi sociali e culturali, riduzione del danno, depenalizzazione del consumo di sostanze, libertà di aggregazione e pratiche di convivenza che mettano al centro la diversità e l’autogestione.