10-09-2025
DOPO IL CORTEO DEL 6/9 - Il futuro della città
di
Il futuro lo scriviamo con la forza delle relazioni, della solidarietà, della resistenza

Sabato scorso la città si è espressa sullo sfratto del Leoncavallo. Ne è venuta una risposta senza equivoci, nei numeri e anche nei contenuti ed ora sta alla politica dare una risposta adeguata. I temi della semplice cronaca sono stati anzi notevolmente ampliati. Si è messa in moto una riflessione a molte voci sul futuro, necessariamente di segno opposto, di Milano; diremmo delle città data l'insistenza nel voler presentare quello milanese come modello da esportare.
A favore degli spazi sociali: siano occupati o meno, a favore delle aggregazioni di persone: siano autogestite o associative.
Occupare uno spazio per fare attività culturali e politiche costituisce una forma di redistribuzione della ricchezza in contesti sempre più sbilanciati verso la gentrificazione e il privilegio di pochi, pochissimi cittadini molto facoltosi, non può essere derubricato come semplice gesto di illegalità.
Ora le associazioni e i collettivi transgenerazionali del Leoncavallo sono nomadi e lo saranno per un qualche tempo. Il destino è indeterminato.
Da un lato c'è l'area di via Watteau, area ex industriale che negli ultimi 30 anni è stata infrastrutturata per un uso diverso: sociale e pubblico, ed è perfettamente funzionante, in sicurezza, attrezzata. Oggi e per i prossimi anni sarà una sorta di demanio militare ufficiosamente istituito.
Dall’altro lato c'è l'area di via San Dionigi individuata dal Comune di Milano. Area totalmente dismessa e inagibile fino a bonifica e messa a norma. Un posto malsano, forse avvelenato, sul quale occorrono ulteriori indagini per attestare che non si metta a rischio la salute di chi ci entra. Tutto questo costituisce una barriera economica estremamente rilevante per chiunque e che motiva i precedenti risultati di bando andati deserti. Siamo convint* che né Catella né De Corato manifesteranno il loro interesse.
Ci sembra che la proposta non sia all'altezza della storia del Leoncavallo ed è lontana dai desiderata di quella parte di città che ha manifestato Sabato.
La nostra volontà è proseguire l’autunno con alcuni interventi culturali tra cui La Terra Trema, Festa della Semina e del Raccolto, attività riconosciute in Italia e Europa. Dove e come è tutto da costruire. I collettivi interni si stanno organizzando per costruire un calendario di iniziative di solidarietà per la Cassa di Resistenza.
Ieri è arrivata la notifica che la Soprintendenza Archivistica ha avviato le pratiche per il riconoscimento ufficiale dell’ingente archivio storico del Leoncavallo dedicato a Fausto e Iaio. Un’eredità preziosa, di interesse pubblico e culturale, che si aggiunge a quella dei graffiti di Dauntaun sui quali si è aperta una riflessione complessa sulla storia dell’identità artistica di Milano e anche della stessa area di via Watteau.
Sarà importante re-incontrarsi, come è successo in queste settimane negli spazi autogestiti e occupati e alla Camera del Lavoro; per proseguire quel dibattito scaturito all'indomani dello sgombero, sì, non facile, ma sempre fervido, articolato, proficuo.
L’obiettivo come è ormai chiaro, non è solo il diritto ad esistere del Leoncavallo, ma quello degli spazi sociali tutti e di una Milano memore della propria storia proletaria capace di valorizzare le nuove generazioni antirazziste e decoloniali, transfemministe e queer.
Milano non è in vendita: il futuro lo scriviamo con la forza delle relazioni, della solidarietà, della resistenza.
Il Leoncavallo vive, ovunque.
