AreaCom, il blog del Leoncavallo

Karl Marx, ritratto

Comunicati, Spazi Sociali

28-05-2026

CASA E SPAZI SOCIALI: DIRITTI UNIVERSALI

di Leoncavallo SPA

Il diritto all’abitare è diritto all’esistenza, alla socialità non mercificata!

CASA E SPAZI SOCIALI: DIRITTI UNIVERSALI

Questa notte, con un’azione coordinata e condivisa, diverse realtà sociali hanno rivendicato il diritto alla casa e alla città.

“Il diritto all’abitare non può ridursi al solo accesso a una casa, da rivendicare come fondamentale e universale, ma deve essere pensato come diritto a una forma di vita relazionale. L’abitare diventa così l’atto politico di vivere la città nel suo insieme di relazioni, legami, cura, conflitto e possibilità collettive: pratiche che sottraggono la metropoli al suo ridursi a merce e permettono di restituirla alla funzione di ecosistema relazionale e vitale.

La casa è imprescindibile per garantire il diritto a un’esistenza dignitosa e al benessere psicofisico dell’individuo: senza di essa ogni possibilità di partecipazione rimane precaria e ricattabile. Contemporaneamente, una casa senza relazioni attorno produce individui alienati e passivi. È attraverso gli spazi sociali, tra cui i centri sociali autogestiti, che l’individuo può uscire dal suo isolamento e scoprirsi essere relazionale, soggetto di trasformazione, smettendo di subire passivamente il mondo e divenire protagonista della propria esistenza.

Gli spazi sociali rappresentano, infatti, la roccaforte di un’alternativa di esperienze di autogestione e di democrazia dal basso nel contesto urbano: sono luoghi sottratti alla mera logica del consumo, ambiti di contesa e di conflitto dove l’immaginazione osa tradursi in progetto collettivo, microcosmi in cui realizzare utopie concrete e proporre modelli di società accessibili e in continua decostruzione rispetto alle discriminazioni e alle logiche dominanti del profitto. Sono centri di libertà e liberazione, in cui superare l’individualismo senza rinunciare alla propria individualità.

Qui, attraverso l’esercizio della propria capacità trasformativa del mondo, la moltitudine prende forma e acquisisce la capacità di agire sulla realtà che ci circonda; il presente viene messo in discussione e lo si supera, mantenendo una tensione costante verso la realizzazione di un futuro migliore.

Gli sgomberi del Leoncavallo e di Askatasuna, quello di L38 Squat a Roma e i recenti tentativi di sfratto respinti in Via Gola a Milano, così come le minacce subite da molti altri spazi sociali e abitativi in giro per l’Italia, non sono solo attacchi alle mura che ne ospitano le comunità, ma al significato politico e sociale che questi luoghi rappresentano.

Rivendicare casa e spazi sociali come diritti universali significa pretendere che autonomia, libertà e dignità non siano un privilegio, ma condizioni imprescindibili dell’esistenza. Significa avere accesso a luoghi di incontro, cura, benessere, cultura. Significa mettere in gioco la propria capacità di agire e difendere la possibilità di costruire il proprio futuro, individuale e collettivo, fuori da un percorso già predeterminato per il solito beneficio di una piccola parte.

Il diritto all’abitare è diritto all’esistenza, alla socialità non mercificata. È diritto alla Vita.

Casa e spazi sociali non siano bisogni distinti e isolati, ma lotte connesse e interdipendenti. Contro il modello Milano, contro un Sistema malato che investe in armi, guerra e paura, e che trasforma l’abitare in modello di consumo attraverso speculazione, affitti brevi, prezzi sempre più inaccessibili e decine di migliaia di alloggi pubblici lasciati vuoti; mentre ogni anno cresce il numero degli sfratti e nuovi provvedimenti normativi criminalizzano chi occupa per necessità e costruisce spazi di relazione e socialità, vogliamo città in cui casa, reddito, salute fisica e mentale, sport, cultura, saperi non siano privilegi, ma strumenti condivisi e diritti universali.”