Arte e spettacoli, Contributi

19-11-2017

La parte degli angeli di Ken Loach

di Collettivo Cinema

Per la rassegna "Pellicole e Riflessi", proiezioni di "La parte degli angeli"

La parte degli angeli di Ken Loach

La Terra Trema è alle porte. L’undicesima edizione della fiera dedicata al vino e al cibo, dalla parte dei produttori indipendenti e dediti alla qualità più che alla quantità, ci offre la possibilità di affrontare il tema attraverso un film lontano nella forma quanto vicino nel contenuto.

Come si può leggere nel comunicato della fiera riguardo alla narrazione contemporanea del cibo nelle città italiane: “Un lessico godurioso e conviviale che ammicca al bel vivere, a presunte socialità felici, ma che nasconde solite dinamiche di capitalizzazione, private e violente, esclusive, per pochi, sempre gli stessi.”

In La Parte Degli Angeli, Ken Loach offre, come sempre, una riflessione critica e conflittuale sulle dinamiche sociali che regolano la vita degli ultimi, piccoli criminali di periferia, in opposizione con quella dei primi, qui rappresentati dai ricchi collezionisti di whisky che valutano la pregiatezza del liquore in proporzione al prezzo pagato per esso. Agli ultimi, emarginati ed ostacolati nel tentativo di raggiungere una vita migliore, basterebbero le briciole, gli scarti, “la parte degli angeli”, quella piccola quantità di whisky che evapora e scompare dalle botti.

La liberazione dalle catene avviene proprio attraverso il whisky, il talento naturale di degustatore che il protagonista scopre di avere e un minimo di illegalità, obbligatoria per chi vuole scampare al destino imposto dalla struttura sociale capitalista.

Quando la legge è ingiusta, la giustizia è costretta nell’illegalità.

L’agricoltura è un fondamento del nostro essere umani, ed è stata assoggettata alla privatizzazione, al lucro, alla globalizzazione, alla disumanizzazione. La pellicola riporta la cultura culinaria alla sua essenza di mezzo di liberazione ed elevazione, allontanandola dal fine al quale siamo stati abituati: quello di imbottirsi di ingredienti innaturali ed artificialmente esaltati. La qualità non dev’essere un incentivo a pagare di più, bensì uno standard. Pretendere di non avvelenarsi consumando i prodotti dei supermercati non è un’utopia. 

Venite alla Terra Trema, venite a conoscere chi di questo argomento ne fa una battaglia quotidiana, chi ha scelto l’autogestione e l’autoproduzione alla massificazione e alla perdita di identità territoriale. Venite ad assaggiare i prodotti dalle mani di chi li ha curati e creati. 

Saremo anche gli ultimi, ma la parte degli angeli, la migliore, spetta a noi.

Ci vediamo giovedì 23 novembre, ore 21:30.